No al petrolio nel nostro mare!

Scritto da nicolò  il 22/01/2012 in Ambiente, letto 215 volte

In questi mesi più che mai, si sta rendendo evidente come l’idea di guadagnare su qualsiasi cosa senza scrupoli sia sempre più diffusa e stia diventando pratica comune.
Così, nell’ottica del profitto, multinazionali e governi distruggono i territori e le loro risorse culturali ed economiche, monopolizzando sempre più ogni tipo di commercio.

É ancora possibile quindi difendere i beni collettivi, l’ambiente e l’economia locale contro un nemico tanto forte? Sicuramente è ancora un dovere morale di tutti, studenti, lavoratori, cittadini.
In Puglia viviamo questo continuo tentativo di distruzione delle risorse da anni, attraverso la pressante richiesta da parte di multinazionali del petrolio per l’installazione di piattaforme petrolifere nei pressi delle coste di Monopoli.

Negli ultimi anni, la Puglia ha intrapreso un cammino di sviluppo sostenibile, per questo è evidente come accettare le trivellazioni nel nostro mare sarebbe un passo indietro che, in una prospettiva di economia ecosostenibile, non ci si può permettere. Senza contare gli innumerevoli danni all’ambiente nonchè all’economia del territorio, che si basa principalmente sul turismo legato proprio al mare.

Il 21 gennaio, un corteo di oltre 10.000 persone ha sfilato fra le strade di Monopoli per urlare un NO compatto alle multinazionali nemiche dell’ambiente e della democrazia, al petrolio nel nostro mare, allo sfruttamento di un bene collettivo. Un “no” che si ricollega inevitabilmente alla scelta operata da 27 milioni di italiani che, a giugno, hanno votato contro il nucleare, mostrando come la scelta di un modello di sviluppo ecocompatibile sia la strada da seguire.


Comitati e  associazioni hanno espresso con la manifestazione di Monopoli la reale volontà delle persone che vivono il territorio minacciato dalle trivellazioni, una volontà che va in senso opposto rispetto alle decisioni delle multinazionali.

Noi, studentesse e studenti, siamo ancora una volta scesi in piazza per la difesa dei beni comuni, per un’economia che guardi all’ambiente, per una reale democrazia in modo che le decisioni non vengano prese dai grandi dell’economia mondiale, ma da ogni singolo cittadino, per un’alternativa di sviluppo che parta dal basso e pensi anche alle generazioni future. 

Unione degli Studenti Bari

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