BARI 30/11/2010. La riforma non passerà

Scritto da Daniele  il 30/11/2010 in L'onda, letto 459 volte

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Comunicato LinkBari

A poche settimane dall'inizio dell'anno accademico, all'interno di tutte le facoltà dell'Università e del Politecnico di Bari, siamo ancora precari in un sistema universitario che, nel corso degli anni, ha visto il progressivo impoverimento della qualità della didattica.

In tutt'Italia divampano le proteste mentre in Parlamento si discute il disegno di legge Gelmini, che assesta il colpo di grazia all'intera Università Pubblica. In questa situazione molti studenti hanno deciso, il 25 novembre, di continuare la mobilitazione e di occupare la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari.

In seguito al taglio di un miliardo e mezzo ai fondi per il sistema universitario, decretato dalla legge 133 del 2008, e della presentazione del disegno di legge Gelmini,

sempre più studenti sono scesi in piazza per manifestare il loro dissenso e la volontà di partecipare attivamente alla costruzione di una nuova Università, che sia realmente Pubblica, in grado di offrire strutture e servizi adeguati alle esigenze degli studenti: un'Università che sia finalmente il luogo in cui vivere pienamente il proprio percorso di formazione culturale e sociale.

Per fare questo, noi studenti di Ingegneria Occupata riteniamo assolutamente necessaria non solo la restituzione al sistema universitario pubblico dei fondi sottratti dalla legge 133/08, ma anche il porre in essere  di politiche che incrementino gli investimenti statali sull'Università Pubblica e sulla Ricerca.

Riteniamo altresì indispensabile un'altra Riforma partecipata e che parta dal basso, sviluppata da chi vive i luoghi della formazione, che nasca quindi dagli studenti e che miri a restituire all'Università il suo ruolo centrale all'interno della società.

In questo contesto di crisi democratica in cui la discussione del DDL in Parlamento continua senza sosta senza tener conto degli studenti, dei ricercatori, dottorandi e personale tecnico amministrativo che continuano a protestare,abbiamo ritenuto necessario adottare una forma di mobilitazione forte come l'occupazione.

Invitiamo tutte le componenti che costituiscono la società civile ad assumere un senso di responsabilità nei confronti della distruzione dell'intero sistema della formazione pubblica.

Tutto ciò ha portato a mobilitarsi centinaia di studenti attraversando molte Facoltà di Bari.

Il 30 novembre saremo in piazza tutti insieme senza simboli e senza bandiere.

Ci saremo con le nostre teste per combattere contro una riforma infame che sta affossando definitivamente l'Università pubblica.

Come nel resto d'Italia, anche Bari sarà il nostro teatro di  battaglia.

 

Blocchiamo la città per riprenderci la nostra università e il nostro futuro.

  • Chiediamo pertanto il ritiro immediato del DDL 1905 e le conseguenti dimissioni del Ministro Gelmini.
  • Chiediamo il ritiro dei tagli della legge 133/08.
  • Chiediamo l'avvio di una politica incentrata sul diritto allo studio e la conseguente copertura totale delle borse di studio.
 

 

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